Opinioni Opinionabili

Opinioni Opinionabili #15 – Smash Bros., gli spoiler, Banderas, la locura

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Pubblicato il
01 Novembre 2014

Riflettiamo sui VG: Opinioni Opinionabili è lo spazio dove Diego “Elflum” Inserauto erutta i suoi pensieri borderline, il titolo che ha scelto per la rubrica ha un errore ortografico ma dice che è una cosa voluta. Il pensiero di Elflum non coincide necessariamente con quello della redazione di NintendOn ma del resto, alle volte, nemmeno con quello di Elflum.

Lavorando nella squadra, o meglio famiglia allargata, di NintendOn per me è stato difficile evitare gli spoiler relativi all’ultimo Smash Bros, avrei per giunta proposto un tasto Evita l’immagine giornaliera di Smash Bros pubblicata da Osoko (se non un tasto evita Osoko, da usare in futuro anche nei raduni di persona), se non avessi avuto il sospetto che il caporedattore mi avrebbe ignorato, anche su questo. Non voglio sapere nulla di un gioco prima che esca, ma proprio nulla. Non è una mia sofferenza da spoiler personale: se infatti qualcuno cerca di rovinarmi un fumetto, un libro o un film difficilmente il gran burlone di turno ci riesce perché le chiavi di lettura che utilizzo per la fruizione di questi media mi permette di godermeli, a prescindere dalla scoperta prematura di eventuali colpi di scena (con alcune dovute eccezioni). Per un comics/manga/novel graphic può colpirmi lo stile di disegno, il tratto, o come per i libri, la maturità degli argomenti, lo sforzo immaginifico dell’autore, la scrittura in sé, la messa in scena, la regia.

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Ecco… Alcune dovute eccezioni appunto.

Per quanto riguarda i videogiochi invece è tutta un’altra storia. Certo, gameplay e giocabilità sono il punto cardine di ogni gioco che mi appassiona, al punto da riuscire a farmi godere giochi con un character design che detesto come Donkey Kong Country. Tuttavia non riesco ancora a rinunciare al sense of wonder . Per me lo stupore fanciullesco da Il Piccolo Principe è ancora un fattore importante, forse ancora più importante adesso che sono vecchio (quanto vecchio? Avete presente film come Labyrinth e Corto Circuito? No? Ecco, voi non siete vecchi) e non mi stupisco più di nulla. Ho anche subìto un trauma. Resident Evil 4. Quanto aspettavo quel gioco! Non avete idea. Per un numero incalcolabile di mesi (sono così pigro che è un numero incalcolabile, è quello che intendo) ero lì, seduto con le gambe sotto il sedere a bloccare la circolazione, a cercare qualsiasi sparuto screen la rete potesse offrirmi, alla rovina totale di occhi e intelletto, così tanto assorbito in un tunnel da far ponderare i miei se non fosse ora di farmi scoprire che nella rete c’era sesso ovunque. Ma ero così invasato di Resident Evil che ci avrei visto Shinji Mikami anche lì.

Accadde di peggio. Una rivista giapponese pubblicò una demo che doveva essere mia, MIA, MIA (aggiungete pure risate demoniache)! Alla ricerca di un GameCube giapponese, subito, ora! Quando uscì il gioco, avevo giocato alla demo così tanto, ma così tanto che il gioco mi annoiava. Resident Evil 4, con il suo incredibile incipit (come se il resto non fosse altrettanto incredibile ma questa è un’altra storia), mi annoiò per le prime due ore di gioco. Capii, allora, che vivere nell’hype ed essere golosi di ogni notizia reperibile non è una maniera sana di attendere un videogioco. Non è sublimare l’amore ma sconfinare nella lussuria più oscura. Quindi basta, niente anticipazioni. NO MORE!

Welcome, stranger! Posso morire se mi spari? Ma chi ti ha detto un’idiozia del genere? What are you buyin’?

Questa filosofia è diventata più difficile da mettere in atto per via del mio ruolo su NintendOn. Quando ho messo le mani su Smash Bros ai miei pollici non fregava nulla di tutto quello che già sapevo sul gioco. Erano indemoniati, non volevano fermarsi, con il muscolo abduttore del pollice che pulsava e gli occhi iniettati di sangue. Giocabilità. E per quanto già sapessi molto del gioco (grazie Osoko), la quantità di unlockable è così elevata da mantenere illibato il sense of wonder di cui sopra. Questo fa Sakurai. Ti sforna un gioco che ha la profondità di mille giochi senza farla sembrare una compilation di esperienze frastagliate e deludenti. Sì, c’è l’angry birds dei poveri. Poi vi offriamo anche una customizzazione dei personaggi che ho visto giochi di ruolo messi molto peggio, o una fase d’avventura prima della lotta che ci potevano ricavare un gioco alla Streets of Rage, e anche il gioco della pulce, eccallà. Perché a noi piace la pastasciutta che ti soddisfa come il tiramisù, lo shottino eterno che ti inebria ma non ti stona, il Dark Side of The Moon che rullacartoni in un film di Godzilla con la critica alla Charlie Chaplin con panna e smarties sopra prego, in una parola: la locura Renè! Perché Smash è mucha cosa, Smash è tanta robba e se arriva la madama si mette a giocare insieme a noi, e sceglie pure pikachu per trollare con la scia di fulmini dal cielo.

Sapete cosa? Non ce lo meritiamo nemmeno. Perché ci si lamenta che non ci sono giochi, che questa console che me la compro a fare, che sì saranno anche belli Smash Bros e Mario Kart ma due giochi all’anno, troppo pochi. Fossero stati dieci giochi però di qualità media, là si che non avrei avuto nulla da ridire, li avrei masticati in fretta e digeriti ancora prima di aver finito il pasto. Invece questo fa la Nintendo. Mi vuole bene, mi ha abituato bene e sa che il sacchetto di Rupie non lo caccio fuori facilmente. Voglio il calore dei gattini e degli inzupposi di Banderas in ogni gioco. Ma sempre una multinazionale è, cosa vuoi? Non è una onlus, i giochi li devono vendere. Allora perché lascia carta bianca a Sakurai? Perché non gli punta una forchetta unta nel costato e lo intima di sbrigarsi? Perché poteva benissimo farlo. La Nintendo in era Gamecube lo avrebbe fatto. Avrebbe rilasciato uno Zelda sviluppato a metà, una grande gemma multicolore scintillante di poesia, ma troppo leggera al tocco, troppo inconsistente da indossare. Invece volevi un mottino? Ecco Super Smah Brioss! Contiene così tanti elementi che sarebbe potuto uscire due anni fa con metà dei contenuti e ci sarebbe piaciuto lo stesso, perché la cura sarebbe stata vicinissima alla perfezione come Nintendo ci ha abituato e viziato. Invece hanno aspettato tre lunghi anni per dare alla fanbase quello che ci si aspetta da Nintendo: il nuovo Smash Bros, quello con il quale giocheremo fino all’uscita del prossimo, approssimativamente tra cinque anni. Un gioco con il quale smetteremo di giocare quando la parola “Longevità” sarà sostituita con “videogioco di Sakurai, fottuto genio”.