Mega Man Xtreme – Recensione

Condividi l'articolo

Genere: Action-Platform
Multiplayer: No
Lingua/e: Inglese

“Grande è la soddisfazione se impervia è la via” (cit. il dedito giocatore)

Mega Man è da sempre sinonimo di giochi dall’alto grado difficoltà e dal grande divertimento una volta che si è riusciti a domarli. Correvano i primi anni 2000 quando CapCom si ricordava ancora di avere una mascotte di colore ciano, sì Rockman/Mega Man è ciano!

Molti sono coloro che hanno giocato su GameBoy Color questo capitolo spin-off della serie X, spin-off della serie numerata senza lettere, ma ciò che mi son chiesto è se vale la pena giocare a Mega Man Xtreme nel 2014.

Mega-Man-Xtreme-02-nintendon

Con un approccio ridotto, fatto appositamente per le console portatili, Mega Man Xtreme presenta sostanzialmente una versione in miniatura, con contenuti ristretti, di Mega Man X. Grazie ad un sistema di auto-salvataggio non solo ci peseranno di meno le morti, ma potremo osare di più per via di una struttura pensata per partite più veloci.

I controlli sono molto semplici, si salta con A, si spara con B (tenendolo premuto si carica un colpo), si esegue un dash con due volte la direzione desiderata o giù+A. Piccola nota: si può impostare il dash sul pulsante START. Per quanto concerne la loro responsività il 3DS non lascia a desiderare, nonostante una croce direzionale che se più grande regalerebbe più soddisfazioni per questi titoli 2D.

Il gioco consiste in ben tre modalità, ma il riciclo è alle porte, la prima presenta quattro robot-masters che una volta sconfitti danno l’accesso ad uno stage diviso in varie parti con boss finale. Si sblocca dunque la hard mode, che presenta altri quattro robot-masters, più coriacei anche come livelli, con il medesimo stage finale. Tra la normal e la hard mode il salvataggio ci permette di conservare i power-up che abbiamo trovato nella prima fase.

Mega-Man-Xtreme-01-nintendon

Concluse queste due modalità si sblocca la Extreme mode, che altro non è che l’unione della normal e hard mode, ma con un’unica variante: lo stage finale si percorre una volta sola e il boss finale presenta qualche meccanica e mossa in più.

Dal punto di vista della trama il gioco presenta un canovaccio semplice: Mega Man dovrà impedire il malvagio piano dei Mavericks, replicanti che han dedicato la loro vita al crimine. Inserito nello scenario di Mega Man X sono presenti Zero e il Dr. Cain.

Tecnicamente il GameBoy Color esprime un discreto potenziale, ma è il lato sonoro, storico baluardo CapCom nell’uso dei chiptune, a non impressionare. Se troviamo delle versioni downgradate delle controparti di X, si nota come, per limiti hardware, si sarebbe potuto optare per delle sonorità più nelle corde di una macchina meno performante.

Mega-Man-Xtreme-03-nintendon

In conclusione MegaMan Xtreme si lascia giocare, è decisamente più semplice dei capitoli casalinghi, dunque più accessibile, dal punto di vista del design ricicla molto, forse troppo, e presenta una delle battaglia finali meno soddisfacenti di sempre.

Sicuramente l’Extreme mode risolleva di molto l’esperienza, ma per arrivare a fare all’incirca due ore e mezza di Mega Man come si deve ne devono passare altrettante in un brodo non saporitissimo. Vale la pena giocare Mega Man Xtreme su 3DS nel 2014? Per pochi euro sì, ma allo stesso prezzo si trovano, sempre sulla virtual console di Nintendo 3DS, Mega Man 2 e Mega Man 3.

6.4

Potrebbero interessarti