Italiani, popolo di poeti, santi, navigatori, ma soprattutto… allenatori! Inutile girarci intorno: il pallone è lo sport preferito nel nostro paese e tutti si sentono un po’ CT, per cui quale occasione migliore per sfoggiare le proprie capacità se non in un gioco manageriale?
Dopo una lunga attesa finalmente anche in Europa arriva il manageriale calcistico della Nintendo, il cui primo capitolo uscì nel 2006 per il GameBoy Advance, con un sequel arrivato in Giappone nell’estate del 2012, naturalmente su Nintendo 3DS.
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Nintendo Pocket Football Club mette il giocatore alla guida di una squadra di calcio, partendo da campetti di periferia con l’obiettivo di portarla a primeggiare in Europa e nel mondo, affrontando varie competizioni.
I più attenti avranno forse notato che poco fa ho definito NPFC come un “gioco manageriale” e non un simulatore, perché la differenza c’è e si vede, ed è bene chiarirla subito. Non aspettiamoci la complessità di ben più famosi titoli, nei quali si comprano e vendono giocatori, si costruiscono stadi, si contrattano gli sponsor e tanto altro. In NPFC le cose sono semplificate – niente gestione manageriale della società – e l’unico aspetto che si deve curare è quello relativo alla propria squadra, con in più un piccola componente ruolistica molto comune nelle produzioni giapponesi.
Immagino i cori allo stadio: “Datevi all’ippica…”
Una volta assunti alla guida del team, si può scegliere nome, colori sociali, simbolo, in modo da poter personalizzare completamente la propria squadra; in ultimo il paese di appartenenza tra quelli del Vecchio Continente.
Terminata questa fase si passa alla gestione della rosa: durante le prime settimane, in attesa che cominci il campionato, si potranno far sostenere allenamenti ai propri giocatori, affrontare partite amichevoli con altre squadre o intervenire sul mercato. Per ciò che concerne quest’ultimo, all’inizio purtroppo non si avranno molti soldi a disposizione: ogni anno il presidente impone un budget limitato, con il quale si pagano gli stipendi ai giocatori, ma andando avanti nelle competizioni si avrà più denaro da investire nell’acquisto di giovani promesse o giocatori affermati.
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L’aspetto ruolistico gioca un ruolo importante nella fase degli allenamenti, grazie all’utilizzo di carte che permettono di migliorare alcune caratteristiche dei giocatori; queste carte si ottengono sia durante le partite di allenamento (intere o solo da un tempo) sia durante le partite di lega e rappresentano le “osservazioni tecniche” dell’allenatore sul gioco espresso in campo. In base alla forza dell’avversario si potranno ottenere un certo numero di carte durante la partita, che vanno ad un massimo di 10 per gli incontri di due tempi.
Risulta quindi evidente che negli allenamenti si dovrà cercare di incontrare squadre di categoria superiore, perché nonostante la probabile sconfitta si avranno più carte da utilizzare per i propri giocatori: queste potranno anche essere combinate e, in alcuni casi, la combinazione genererà una carta speciale che dona un maggior numero di punti.
Le art delle varie carte sono semplici ma piuttosto carine
Col passare delle settimane ci si avvicina al debutto in campionato e in coppa, nelle quali concorrono anche le squadre di altri campionati.
Il giocatore osserva sullo schermo superiore l’evolversi della partita, mentre in quello inferiore, grazie al touch screen, possono essere effettuate diverse scelte: innanzitutto abbiamo le formazioni delle due squadre, in questa schermata possiamo vedere non solo le caratteristiche dei giocatori, ma anche il loro grado di affaticamento (utile nel caso si stiano per effettuare delle sostituzioni); la seconda schermata permette di effettuare le sostituzioni o cambi di posizione dei giocatori in campo: sebbene siano disponibili un certo numero di tattiche, grazie al touch screen si può variare in qualsiasi momento la sistemazione della squadra, anche nei singoli giocatori, portando ad esempio gli esterni di centrocampo più in avanti, oppure cambiando l’assetto difensivo portando la linea da quattro giocatori ad una a tre con un libero. Qualsiasi modifica è fattibile, ed il cambio viene attuato quasi in tempo reale (bisogna aspettare, così come per le sostituzioni, che la palla esca dal campo). Nota di merito la presenza di infortuni, che possono essere provocati sia da interventi non proprio gentili degli avversari, sia in conseguenza di un affaticamento dovuto ad allenamenti fatti svolgere in condizioni di stanchezza.
“Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore…”
La terza schermata mostra quali sono le parti del campo dove si è più sviluppato il gioco, utile per capire dove è situato il baricentro della squadra, mentre la quarta ed ultima schermata mostra i risultati dagli altri campi, una sorta di Tutto il calcio minuto per minuto con segnalazioni di marcature e aggiornamento classifica in tempo reale.
Una delle cose più interessanti del gioco è che i calciatori col passare del tempo “invecchiano”. Non esiste una vera e propria età, il calcolo viene fatto in base a quante stagioni il giocatore è nella nostra squadra, per cui intorno alla quinta, sesta stagione raggiunge il top e dalla nona, decima in poi i valori delle varie caratteristiche iniziano a scendere. In questo modo non è possibile avere subito una squadra di super campioni: occorre tempo per far maturare le statistiche e, di conseguenza, la longevità si allunga a dismisura: per poter arrivare al vertice occorrono diverse stagioni, nelle quali l’allenatore non sarà solo impegnato a gestire la squadra, ma anche a farla migliorare e magari scoprire qualche talento in erba nel calciomercato.
Stereotipo della segretaria in azione!
Esiste anche una modalità multigiocatore con diverse opzioni: le partite locali permettono di sfidare un amico, ma il risultato non influenza il punteggio complessivo che invece è fondamentale nelle partite online. In esse si possono incontrare avversari sia a livello nazionale che europeo ed ogni vittoria fa salire la propria squadra nel ranking generale. Un’altra feature interessante è legata allo Street Pass, che permette di effettuare partite amichevoli con persone incontrate camminando per strada; in questo caso le partite permettono di ricevere le carte di allenamento, per cui risulta molto più utile della partita locale con un amico.
Il gioco, sebbene non sia un accurato simulatore ed abbia una grafica che richiama la pixel art del primo episodio per GBA, riesce a catturare per l’immediatezza, la possibilità di gestire i propri giocatori in campo in tempo reale e una convincente fase di crescita/declino dei vari calciatori , tanto che il fatto di non poter giocare la partita quasi passa in secondo piano mentre si osservano le varie azioni e ci si arrabbia per un gol sbagliato o si esulta per un’incredibile marcatura come se si fosse davanti alla tv a seguire la propria squadra del cuore.

Anche il discorso longevità è un fattore vincente in questo titolo: per passare dalla Lega principianti alla Lega A1 occorrono diverse stagioni; in più ci sono le coppe, che si dividono in nazionale, europea e mondiale. Per vincere tutte le competizioni presenti occorreranno oltre un centinaio di ore. Come se non bastasse, una volta vinto tutto viene chiesto se si vuole allenare una nuova squadra, ripartendo quindi da zero, oppure continuare fedelmente con il proprio team, magari per cercare di aggiudicarsi nuovamente i vari trofei, sempre considerando che la rosa avrà bisogno di un continuo rinnovamento stagione dopo stagione.
In definitiva se siete appassionati di calcio e passate i lunedì a parlare dei risultati con amici e colleghi di lavoro, Nintendo Pocket Football Club può fare al caso vostro. Ci tengo a sottolineare (per l’ennesima volta) che siamo ben lontani dai livelli simulativi dei titoli che escono su PC, ma nelle sue “limitazioni” il gioco riesce a divertire e, soprattutto, ad appassionare: quello che poi sarebbe il vero scopo di un videogioco.
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