Continua il chiacchiericcio su Nintendo mobile

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Secondo quanto detto da alcuni analisti di mercato a CNBC, i recenti sviluppi nella vita finanziaria di Nintendo sarebbero indice di previsione per un cambio di programma nel modus operandi della compagnia e per una probabile conseguente ripresa economica.

Nintendo ha ancora un asso nella manica. Ironicamente, il fatto che [i guadagni manchino] è una buona notizia, in quanto la obbligherà a pensare un cambiamento strategico che le permetterà di offrire i suoi giochi (Mario etc.) sulle piattaforme mobili. Mentre quasi tutte le compagnie di videogiochi oggi offrono i loro prodotti sugli appstore, Nintendo ha finora evitato questo cambio di rotta, nonostante abbia alcune delle EP (Entertainment Property) di maggior prestigio nell’industria dei videogame“.
– Atul Goyal, analista presso Jefferies

“[…] e questo fallimento del Presidente Satoshi Iwata (riporto testualmente) è così catastrofico che andrà a motivare qualche sorta di attivismo da parte degli azionisti o qualche tipo di cambio di programma per Nintendo“.
Benjamin Collett, uno dei vertici di Sunrise Broker.

Qualcuno pare non avere le idee tanto chiare a proposito di come si chiami l’attuale presidente di Nintendo (Satoru). Errore dell’analista o di CNBC? In ogni caso, tutto questo vociferare sul possible attracco della nostra amata compagnia giapponese al mercato mobile sta cominciando a farmi venire i nervi. Lanciarsi in un mercato dove gli standard sono bassi, orientati a un pubblico che non vuole giocare ma sostanzialmente perdere tempo, potrebbe sì portare aria fresca negli appstore, ma potrebbe anche adeguare Nintendo a un marasma di software minuziosamente progettato per attirare con la parola gratis e successivamente chiedere microtransazioni al consumatore. (Come potrebbero vendere utilmente Mario Kart, per citarne uno, a 35€ quando esistono giochi di corsa a meno di 5€ euro, senza contare quelli gratuiti? Oltretutto i prodotti della grande N danno il meglio di sé perché dietro c’è un hardware studiato appositamente. Come affronterebbero la programmazione su altri sistemi? Avremmo qualità grafiche diverse a seconda del dispositivo. E come la mettiamo con la concorrenza alle handheld? Dovremmo forse aspettarci smartphone targati Nintendo?)

Il ‘cambiamento di rotta’ in cui confido è quello verso una concezione di console casalinga dalle ampie vedute, disposta a far girare potenzialmente tutto il software sul mercato. Ciò che vende una console, in fondo, sono i videogiochi.

Fonte

: CNBC, Via: Gonintendo

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