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Per Capcom il brand Resident Evil deve attirare nuove fasce di utenza

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Pubblicato il
27 Dicembre 2013

In un recente articolo apparso sul sito ufficiale, Capcom ha fatto il punto su una delle sue saghe più famose, Resident Evil, e sul bacino di utenza più interessato ai futuri titoli della serie. Secondo la software house giapponese, la fanbase del loro survival horror ha un’età media molto alta, tra i trenta e i quarant’anni: sono i ragazzi di metà anni novanta (tra cui il sottoscritto) che hanno visto nascere la serie e vi si sono appassionati.

Capcom però pensa che questo dato sia pericoloso, in quanto più la fanbase è “vecchia” più alto è il pericolo che si disinteressi dei videogiochi (non si capisce bene secondo quale logica) e ne abbandoni il mondo, con evidenti conseguenze sulle vendite. La soluzione? Semplice: rivolgersi alle generazioni di game più giovani, in maniera da assicurare un ricambio generazionale.

Per far ciò Capcom si sta muovendo su diverse strade: ad esempio, stanno instaurando collaborazioni con riviste e pubblicazioni di moda e tendenza (!!!!?) per raggiungere più facilmente i giovani attraverso i brand più popolari e far conoscere loro Resident Evil. Altre iniziative che strizzano anche l’occhio ai non game, sono l’organizzazione di una Halloween Horror Night, evento in cui gli Universal Studio Japan saranno partner di Capcom, e l’apertura di un Resident Evil Cafè a Shibuya, Tokio.

Ma alla Capcom, anziché scervellarsi sull’età degli appassionati di Resident Evil, non hanno semplicemente pensato che il declino della saga, iniziato dopo il quarto capitolo, sia dovuto semplicemente, alla qualità discutibile degli ultimi titoli? O in Resident Evil 7 ci toccherà vedere Leon con un cappotto di Prada, l’Iphone  e la bandana dei One Direction?

Fonte: Siliconera

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