I Racconti di NintendOn

Charles Martinet: la Voce di Nintendo

Pubblicato il
29 Novembre 2013

Via la maschera, che tanto tra queste stringhe di codice all’interno di questo sito non è concesso nasconderci se non in piena luce.

Qui si è tutti nostalgici ed affezionati Nintendari.
Nintendari di vecchio stampo, cresciuti a 8 o 16 bit, al più tardi dietro il pad tricornuto del 64.
Ma sappiate che qui non esistono esclusioni per età, siamo disposti ad accogliere a braccia aperte anche voi nuovi eletti dell’Era Wii (il Wii e MAI la Wii).

Perché? Il perché si perde nel tempo ma resta ben cosciente per me.

C’è un motivo se ora, qui, a quasi trent’anni (essì signori miei si invecchia) non riesca a scollarmi dalla mamma N (c’ho provato davvero!) ed anzi mi ritrovi invischiato nella messa in opera di un sito che sprizza amore verso la casa di Kyoto da tutti i pixel.

Qui siamo tutti fan incalliti di una casa che chiamiamo “mamma” in ogni forum.

Siamo quelli bistrattati dai tempi della “pleistescion”, bollati con l’eterno marchio di Caino di esser videogiocatori teneri, bimbi dentro.

Perché? Perché la N è da sempre avvolta da un caldo plaid di soffice fanciullesco affetto e ben pochi sono disposti a vedere oltre quel velo di “infantilità” per capire che dietro tutto questo si nasconda un mondo di profondità, dedizione, lavoro, ma soprattutto amore per quel lato bambino che tutti ci portiamo dentro.

Non sapete che “ci vuole scienza e ci vuol costanza ad invecchiare senza maturità”?

La verità è che sono Nintendaro da sempre e lo sono perché già da piccolo avevo intuito che dietro quei colori sgargianti, quei mondi così volutamente freschi ed energici si nascondesse un bisogno viscerale di aggrapparci a quelle origini di pura gioia, radici su cui anche ad oggi resto fermamente saldo.

Io sono Nintendaro dentro, lo sono perché ho sempre saputo di voler mantenere quella mia parte così importante, perché a non zompettare un po’ in giro come moderni Mario si rischia di perdersi qualcosa in questa vita, perché capisco bene che il gioco sia una parte ugualmente importante nella crescita e nella consolidazione di un animo.

Ed eccoci oggi, il 29 novembre, dicembre è alle porte, il natale dietro l’angolo e la N ha ben pensato di far uscire quello che sembra ancora una volta un grandissimo capitolo del buon Marietto. Ed io son qua un po’ più adulto e privo del pad tricornuto tra le mani, con zero fondi da poter investire nell’acquisto del nuovo capitolo della saga di Mario.

Per cui di cosa scrivo? Non potendo scrivere a dovere di questo mario parlerò di “Mario”. Parlerò di chi si nasconde sotto quel cappello e quelle guance rosee, parlerò del suo parlare o, per meglio dire, parlerò della sua voce e di chi ci sta attorno perché, se è vero che mamma N ci regala piccoli sogni ad occhi aperti, spesso ci si scorda di ciò che c’è dietro. Ci si dimentica che a plasmare quei mondi ci sono persone che riversano tutta la gioia di fare ciò che amano fare e che, proprio per questo motivo, riescono a raggiungere i cuori di tanti e tanti fan sparsi per il globo.

Oggi parlerò di “Charles Martinet”.

Martinet

Magari alcuni di voi lo conosceranno. Alla fine è un attore e un doppiatore statunitense della lontana classe ’55.

Vi dice qualcosa? Ancora nulla? Bé può starci, tanto siam qui apposta. Mr Martinet è “nientepopodimenoche” la voce del nostro amato Mario da oltre vent’anni!

Martinet trovò la sua strada quasi per caso, come racconta spesso nelle varie interviste, arrivò a fare un’audizione non messa in conto proprio all’ultimo minuto per un doppiaggio di cui sapeva ben poco.
La tecnologia era nuova, gli avrebbero attaccato della roba in faccia, roba che avrebbe registrato i suoi movimenti facciali, il tutto sarebbe servito per un lavoro di “Motion capture” (oggi decisamente più conosciuta di allora) su un personaggio di “animazione” per un videogioco.

Gollum

Di fatto tutto quello che dovrai fare sarà muoverti e parlare come un idraulico italiano di Brooklyn, non ti assicuriamo nemmeno che il lavoro andrà in porto in effetti e la tua audizione sarà proprio questa”.

Il suo primo pensiero andò al classico slang da duro italiano che sembra uscito da un film di gangster ma “no, no non va bene, è un videogioco, Mario … mai sentito parlare di Mario … chissà di che parla la trama  … boh … certo è comunque qualcosa da bambini per cui no al gangstar italo-americano … mmm …

AZIONE!

Ora provatevi ad immaginare una serie di eventi del genere: siete li a fare un’audizione quasi per caso e,  mentre i vostri pensieri corrono, un produttore per la fretta di chiudere la giornata lavorativa vi urla in faccia un “ACTION!”. Voi state li imbambolati, tutto comincia a partire ed a registrare.

Molti avrebbero sudato freddo a questo punto, alcuni si sarebbero addirittura semplicemente alzati ed allontanati, ma il nostro Charles fa il mestiere che gli piace fare e decide di buttarsi, così di getto, impersonando una vocetta in falsetto (vocetta che tutti da li a qualche anno avremmo amato con tutto il cuore) e buttando dentro tutti gli stereotipi italo-culinari del caso. Comincia a parlare come un treno, vomitando parole su parole  alla velocità di un corridore strafatto di speed, intervallando ad uno sbiascicato slang italo-americano parole quali “lasagna/pizza/salsiccia” e, prima che se ne renda conto, trenta minuti sono passati, il disco su cui la sua voce viene registrata finisce e con esso la sua audizione.

Tutto termina con il solito “Ci faremo sentire” che per un attore (ma in questi tempi vale per ogni essere umano in cerca di un posto di lavoro) equivale al bacio della morte. La futura voce di Mario lascia lo studio convinto che quella pagina della sua vita sia chiusa per sempre non sapendo che, subito dopo la sua uscita, quello stesso produttore scattò verso il primo telefono disponibile  per chiamare la “Nintendo” e dire, trafelato e sognante: “Ho trovato il nostro Mario!!!”.

Digital StillCamera

Una sola audizione fatta, un solo disco mandato, un netto ed eclatante SI!

Quella che doveva essere una pagina di un libro mai uscito per Martinet divenne l’inizio di un rapporto duraturo che, a sua detta, continua ogni giorni della sua vita a regalargli enormi soddisfazioni. La prima audizione portò al doppiaggio di “Mario Teaches Typing” ma il primo vero successo arrivò con “Super Mario 64”.

Sappiamo tutti come alla N da sempre non sia ben visto il doppiaggio dei personaggi principali. Al nostro buon Link non è mai stato concesso di parlare in alcun modo e questo perché da sempre la N ci tiene che il giocatore si possa calare al 100% nei panni del proprio Pg. Anche per questo il primo Mario ad entrare nel mondo 3D era dotato soltanto di alcune frasi e suoni: un ronfare sornione, i vari “YAHUU” di salto, qualche sporadico “Mammamia!”, ecc. Queste poche emissioni di suono della voce di Charles divennero però, per nintendo e per i suoi fan, iconografiche come l’idraulico stesso. Ecco che il lavoro di Martinet crebbe e lo vide doppiare i suoni dei vari Pg di “Mario kart 64” e di vari altri giochi della saga di N, passando tra le altre per il pauroso Luigi, le rispettive antitesi Wario e Waluigi, ma anche le versioni Baby dei nostri eroi così come il saggio maestro Toad ed una sequela di personaggi più o meno secondari  in vari giochi (basti pensare a Re Wart, Mauser, Tryclyde e Clawgrip di “Super Mario Advance“).

Insomma la carriera nel doppiaggio video ludico di Charles è aumentata diventando anche la sua icona (di fatto ha all’attivo una lunghissima lista di personaggi di videogiochi, tra cui anche lo splendido [e non mariesco] Vigoro di “Skies of Arcadia” uscito sul mai troppo compianto Dreamcast e successivamente sul bel cubetto di mamma N).

Ad oggi il suo lavoro continua (potrete ascoltarlo anche nell’ultima fatica che voi, portatori sani di euro, vi starete godendo proprio in questo momento (ROSIK MODE ON)) e continueremo a sentire le sue voci anche in futuro (come ad esempio nel prossimo “Mario kart” <3).

rosica

Insomma il futuro del buon Martinet sembra scritto ancora una volta nelle miriadi di monete d’oro che collezionerà nei mondi di Mario e nei suoni che la sua splendida ugola riuscirà ad emettere, suoni che, ancora oggi, sono registrati a Seattle e utilizzati in ogni doppiaggio dei giochi di Mario (Usa/Pal/Jap che sia).

Un futuro roseo si spera, ma soprattutto un futuro fatto di amore perché, come spesso ci tiene a ribadire, le voci dell’idraulico e dei suoi amici per lui non sono mai state una fatica; anzi spesso si trova a pensare con la voce di Mario (magari con un “do, do, do, do, do, do  wah hoo” mentre è indaffarato in mille cose da fare).

Perché anche lui lo sa: il Buon Miyamoto è stato un genio nel creare un personaggio comune così innamorato di una principessa da dedicare la sua intera esistenza a salvarla da ogni sorta di rapimento o imprevisto, sempre con il sorriso e la gioia tipica di un amore assoluto. Lo stesso amore che Martinet mette nel lavoro che fa, lavoro che (ci tengo a ribadirlo anch’io come lo ribadisce lui) ama al 100% perché ricordate:

Ho fatto qualche film e alcune apparizioni in Tv e sono sempre pronto per nuove e divertenti avventure. Ma la voce di Mario mi riempie di gioia, soprattutto quando vedo gente che si diverte con lui.

Insomma che dire, un uomo che di certo è in contatto con il suo fanciullo interiore, forse il primo dei Fan di mamma N e di certo un uomo di ispirazione ed un uomo che sa ispirare e che, ad ogni intervista, non fa altro che ricordarci:

Fate quello che amate nella vita. Seguite il vostro cuore. Esprimete l’amore per la vostra vita con gioia e continuate a perseguire le vostre passioni, perché così avrete dei grandi e memorabili momenti, avrete divertimento e la vita sarà piena e ricca per voi.
Seguite il vostro cuore”.

Insomma che altro dire? Tutto si riduce a questo ed in queste parole c’è racchiusa LA risposta a tutti i perché che spesso mi vengono posti.

E no, non parlo del significato della vita, per quello si sa che la risposta è “42”; parlo della vera domanda che spesso mi viene posta:
Perché sei un Nintendaro?

Un sentito grazie a GamerSpawn per la fantastica video intervista!