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Rayman Legends – Recensione

Scritto da

Pubblicato il
10 Settembre 2013
Genere
Platform
Lingua
Italiano
Multiplayer
Offline (4), Online (sfide)
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Questa recensione comincerà con un rapido flashback (“tranquilli, niente isole che si spostano o numeri da digitare” cit. Lost), così ci leviamo subito il pensiero. Correva il lontano mese di febbraio 2013 e i (pochissimi) possessori di WiiU non vedevano l’ora di mettere le loro pacioccose manine su Rayman Legends, che sarebbe uscito da lì a poco, e in esclusiva, sulla nuova e fiammante console Nintendo. Come tutti sappiamo però, la realtà dei fatti è stata, ahimè, tristemente diversa: Ubisoft decise di rendere il gioco multipiattaforma e di rinviarlo addirittura a settembre, lasciando così i nostri amati WiiU a prendere polvere.

Se dovessi stare qui a farvi un resoconto dello tsunami di insulti abbattutisi sulla software house francese la faccenda diventerebbe mooooolto lunga (e Massi mi bannerebbe dal sito, dato che è innocente e puro e si scandalizzerebbe a leggere certe oscenità), così come non mi metterò a disquisire sulla validità o meno delle ragioni addotte per questa decisione. Il gioco ora è uscito ed il tempo delle chiacchere è finito: questo Rayman sarà veramente una “Leggenda”? La lunga attesa e la delusione per il rinvio saranno obnubilate dalla bellezza del gioco? Smetteremo di infilzare spilloni nelle bamboline vudù con le fattezze di Guillemot?

La risposta, ve la anticipo subito, è un sonante “sì”. Fatevi veramente un favore: mettete da parte l’eventuale astio che ancora covate verso Ubisoft per il suo “sgarbo”, cancellatela dalla vostra lista nera, ed andate subito ad accaparrarvi IL platform da avere su WiiU.

Sto esagerando secondo voi? Ne riparleremo dopo che avrete finito di leggere i miei sproloqui….

Rayman Legends - protagonisti
Guardateli…non sono dei simpaticoni? Non vedete la scintilla di intelligenza che brilla nei loro occhi? Ehm…. ok, lasciamo stare…

PAROLA D’ORDINE: DIVERTIMENTO

Sì, andando per associazione d’idee, “divertimento” è il primo pensiero che viene in mente quando si pensa a Rayman Legends e questo, ovviamente, non può che essere un bene. Giocandoci, ve lo garantisco, vi ritroverete spessissimo un sorriso ebete stampato sul faccione, guardando le strampalate evoluzioni del nostro simpatico ehm… “coso” (ma che cavolo di bestia è Rayman?) e le sue spassosissime espressioni, come quando nuota (a stile libero e dorso!): rilassato, placido e compiaciuto, quasi a dire “guardatemi, guardatemi tutti come sono bravo”. Ma questa non è che una delle tante chicche di contorno dell’improbabile mondo costruito da Ancel e i suoi scagnozzi, un pot-pourri assolutamente fuori di testa di ambientazioni astruse e originali. Ed eccolo proprio qui un altro pregio di questo gioco: le ambientazioni. Certo, alcune sono più convenzionali, con livelli acquatici e rigogliose foreste, mentre altre sono certamente meno comuni e quindi più fresche e divertenti: ad esempio il mondo costellato di… churros e cocomeri o quello ambientato su un monte Olimpo… un po’ particolare. Avrete di che stupirvi, fidatevi.

Il gioco, in realtà, ci mette un pochino a carburare. Le premessa narrative sono, come sempre accade per i platform, molto scarne e ed appena accennate: la Radura dei Sogni è stata invasa dagli incubi e tocca ai nostri eroi, con l’aiuto dei quadri dipinti dal Sognabolle, arginare l’avanzata delle creature malvagie. Ed è così che ci si trova catapultati nel primo mondo, “Teens nei guai“, una serie di livelli decisamente introduttivi e lineari grazie ai quali si incomincia a prendere confidenza con i meccanismi di gioco. Anche il secondo mondo, “Toad’s Story” non propone i picchi qualitativi che il titolo raggiungerà in seguito e la prima parte di questo Rayman scivola via tranquilla. Poco male comunque: da quel momento in poi è sempre un crescendo di trovate originali e situazioni esilaranti, tuffandosi nelle tenebrose acque di “20.000 Lum sotto i Mari”, passando per gli splendidi livelli di “Fiesta de los Muertos”, fino ad arrivare al sorprendente mondo finale “Living Dead Party”.

Il ritmo del gioco resta sempre molto vivace e vario grazie anche al fatto che non è necessario seguire obbligatoriamente un certo ordine nell’affrontare gli stage: l’unica limitazione sono i Teenies necessari a sbloccare i livelli, ma potete comunque scegliere di giocare i livelli di Origins man mano che li sbloccate, saltarne alcuni o ritornare sui vostri passi. Gli stage sono ben strutturati, alcuni veloci e frenetici, altri più calmi e riflessivi: nei primi vi verranno in soccorso le notevoli abilità atletiche dei nostri eroi che sfoggiano notevoli dote fisiche, compresa una corsa a parete in grado di far impallidire anche Ezio Auditore; nei secondi potrete invece esplorare con più calma e, magari, cercare una via di uscita da un’oscuro e tetro labirinto. I livelli speciali in cui toccherà all’astuto Murphy farsi strada tra gli improbabili nemici, si pongono a cavallo di queste due categorie, ma sono soprattutto quelli in cui la velocità sarà un fattore fondamentale a mettere alla prova i vostri riflessi ed il vostro colpo d’occhio. Possiamo anche, finalmente e con orgoglio, sbandierare il fatto che la versione WiiU – principalmente grazie a questi livelli – è decisamente superiore alle controparti PS360: la cosa in fondo non dovrebbe sorprendere, dato che il gioco (ah, la ferita brucia ancora) è stato creato pensando alle caratteristiche del WiiU, ma è bello constatare come, ancora una volta, Ubisoft abbia profuso sforzi – dopo Zombi e Splinter Cell – per sfruttare a fondo le peculiarità della console. Speriamo vivamente che altri seguano l’esempio…

Rayman Legends - Murphy
I livelli con Murphy metteranno alla prova i vostri riflessi e colpo d’occhio… Recuperare tutti i Teenies sarà un lavoraccio…

Potrei andare avanti ancora per pagine e pagine, parlandovi dei livelli a tempo, delle epiche battaglie con i boss (fantastica quella con il Luchador), dei livelli già completati “invasi” da creature di altri mondi… ma la cosa migliore che possiate fare è prendere il Gamepad in mano e testare di persona l’incredibile varietà che il gioco saprà offrirvi: le mie parole (benchè auliche e ricercate) non possono che offrirvi un pallido surrogato di quanto andrete a provare.

A RITMO DI MUSICA

Anche se qui su NintendOn non siamo dei fissati per la graficona (non è che ci fa schifo… diciamo che da sola non vale il prezzo del biglietto), bisogna proprio dire che l’aspetto colorato, pulito e bello fluido del gioco, nonché gli splendidi effetti di illuminazione, sono una vera meraviglia per gli occhi: onore e merito all’Ubi Art Framework che qui dà ottima prova di sé (complice anche il tanto bistrattato hardware del WiiU). Pur essendo un platform 2D a classico scorrimento orizzontale, gli sfondi restituiscono un ottimo senso di profondità con molti elementi mobili (come alcuni alberelli che, di punto in bianco, si sollevano sulle gambe per seguire lo scorrere dello schermo) e grazie all’inserimento di alcuni elementi in 3D come i mastodontici boss che, in alcune occasioni, “gravitano” attorno al nostro buon Rayman, ora svolazzando sullo sfondo, ora balzando in primo piano.

Un grosso plauso va anche al comparto sonoro, una vera delizia per i vostri raffinati padiglioni auricolari. Ogni mondo ha, infatti, un suo canovaccio musicale e ritmico, sempre molto gradevole e con marcate e con variazioni sul tema che offrono una buona varietà e non fanno venire a noia gli accompagnamenti musicali. A questo proposito meritano una menzione speciale gli stage di fine livello, quelli che sono stati universalmente ribattezzati “stage musicali”. In sostanza, ma lo saprete già dato che nella demo era presente il primo di questi quadri particolari, si tratta di livelli da completare a ritmo di musica, letteralmente: i colpi di batteria e basso coincideranno con i salti, le sezioni di corsa avranno un ritmo più sostenuto e il colpire un nemico verrà sottolineato da un sonoro battito di piatti. Detto così non pare nulla di trascendentale, ma giocarli è tutta un’altra faccenda, peraltro assurdamente divertente: ci offrono una declinazione del platform diversa dal solito e coinvolgente a tal punto che, ne sono certo, rigiocherete questi livelli più e più volte solo per il piacere di farlo… e ce n’è per tutti i gusti! Vi piace il Rock? C’è. Siete dei vecchietti come me e gradite un po’ di musica classica? C’è pure quella. Andate matti per “Eye of the tiger” in versione messicana accompagnata da chitarre e nacchere? Ebbene sì, c’è pure questa.

Rayman Legends - Mariachi Madness
Preparatevi a rimanere estasiati da questa folle corsa in un improbabile deserto accompagnati da un’incalzante ritmo messicano… Applausi a scena aperta.

Come avrete dunque capito, la varietà è uno dei punti di forza di questo gioco, ma non solo: ci sono anche un trilione di cose da fare, tra collezionabili da recuperare e livelli da sbloccare. La mole di contenuti stipata nel disco è veramente notevole, il che apporta un notevole beneficio alla longevità del gioco, specialmente nel caso in cui siate dei completisti ossessivi compulsivi. Già solo la modalità principale vi darà il vostro bel daffare, tra livelli da completare, Lum da collezionare e Teenies da salvare. Vi snocciolo un paio di cifre giusto per darvi un’idea: i buffi e indifesi Teenies (che a me ricordano un sacco i Jinjos di Banjo-Kazooie) sono una famiglia alquanto numerosa dato che ne dovrete salvare 700 sparsi per i vari livelli (10 nei livelli normali e 3 in quelli speciali); il numero dei Lum recuperabili è invece ancor più mastodontico, potendo raggiungere la ragguardevole cifra di 1.000.000 – si, avete letto bene. Anche se un traguardo del genere sembra irraggiungibile, non vi preoccupate che giocando e rigiocando i livelli il numero dei Lum raccolti salirà molto in fretta, quanto però dipende dalla vostra abilità. Questi buffi esserini luminescenti infatti si presentano in piccoli gruppetti: li vedrete tutti colorati di giallo, eccetto uno. Ebbene, cominciando a raccoglierli partendo da quello diverso, e proseguendo nella raccolta secondo l’ordine stabilito dalla colorazione che via via passerà da un Lum all’altro, il vostro contatore salirà di 2 unità per ogni Lum catturato, anziché uno: un’altra piccola componente tattica che vi metterà alla prova.

Ora, sento già le vostre lamentele. “Ma che me ne faccio di Lum e Teenies? Io voglio solo finire il gioco in fretta perché poi esce gittià 5 e devo giocare a quello.” Orbene, sappiate che liberare i Teenies sarà fondamentale per sbloccare man mano i vari dipinti che permettono l’accesso ai livelli, mentre accaparrarsi Lum come se non ci fosse un domani vi sarà utile per tre motivi: innanzitutto potrete sbloccare vari pittoreschi personaggi da utilizzare durante il gioco; in secondo luogo, raccogliendone un certo numero stabilito per ogni livello, otterrete la valutazione “oro” e otterrete dei “Gratta e vinci“, uno per livello. Grattando via la patina superficiale col vostro ditino, agendo opportunamente sul Gamepad, scoprirete una serie di simboli che vi consentiranno di ottenere varie ricompense. Il tutto è lontano dall’essere un orpello e nulla più, perchè i premi variano da cospicue quantità di Lum, a un Teenie, allo sblocco di un quadro o una creaturina. Questi ultimi due casi sono i più interessanti, in quanto i 40 livelli di Origins inclusi nel gioco possono essere sbloccati esclusivamente tramite questi Gratta e vinci, mentre le creaturine, talmente buffe e tenere che vorreste averle come animaletti da compagnia, vi doneranno generosamente nuovi Lum ogni giorno.

Tutto qui? Nemmeno per sogno, se non vi basta tutto questo e siete veramente ingordi di cose da fare, alla Ubisoft hanno pensato bene di aggiungere altra roba proprio per voi. C’è, naturalmente, tutta la parte delle sfide già provata tramite l’apposita applicazione che tutti conoscete bene e che tende a creare assuefazione, con nuove sfide giornaliere e settimanali. C’è poi una simpatica modalità da giocare in multy (locale) con gli amici, nella quale si è catapultati in un’arena con due porte e una palla. Lo scopo? Ovvimente quello di segnare più gol possibili, tra esultanze stravaganti, traiettorie imprevedibili e un sacco di risate. Attenzione però: questo Kung Foot inizia come un giochino tra amici per tirare poi fuori il vostro spirito da competizione e presto nell’arena si scatenerà una battaglia senza esclusione di colpi! Siete avvisati…

CERCANDO IL PELO NELL’UOVO….

Ok, quindi è tutto rose, fiorellini e dolcetti zuccherosi? No, certo. Partendo dall’assunto che, per chi scrive, il gioco perfetto non esiste, anche in un gioco apparentemente scevro da difetti qualche punto debole lo si può trovare. Ovviamente si tratta di problemi tutto sommato trascurabili e assolutamente non in grado di inficiare l’esperienza di gioco, ma qui siamo inflessibili e le rigide (ehm….) direttive editoriali mi impongono di evidenziare tanto i pregi quanto i difetti.

Il primo appunto riguarda la difficoltà, molto soggettivo certamente, poiché il livello generale del gioco è piuttosto livellato verso il basso. Esiste qualche passaggio un po’ più ostico, in particolare negli ultimi due mondi, ma non è infrequente finire un livello col perfect score, senza aver perso nemmeno una vita: diciamo che i tecnicismi tipici dei platform “marieschi” qui trovano terreno molto meno fertile. Questa sensazione di semplicità è, almeno in parte, dovuta a due fattori: l’assenza delle “vite” e l’alto numero di checkpoint presenti nei livelli. Se il primo punto è comunque poco influente (tra non avere vite ed accumularne decine e decine passa in fondo poca differenza), il numero di checkpoint facilita parecchio le cose. In Mario U, per dire, c’è un punto intermedio di metà livello e la bandierina di fine: se si sbaglia il salto (con relative veementi imprecazioni) appena prima del traguardo è necessario rifare tutto dal checkpoint. In Rayman questa “tensione di fondo” non esiste, in quanto nei livelli (a parte qualche rara eccezione) sono presenti svariati punti di salvataggio e quindi si tende ad affrontare anche i passaggi meno semplici con più “leggerezza”, sapendo che, anche in caso di dipartita, si può ricominciare da poco più indietro.

La seconda osservazione critica (ma qui si tratta proprio di una facezia) riguarda i livelli in cui si comanda Murphy via Gamepad. Pur essendo ben strutturati e divertenti, costringono quasi sempre il giocatore a concentrarsi sul paddone e questo è un peccato, perché la graficozza sul vostro bel TV HD rende decisamente meglio che sul piccolo schermo del Gamepad che HD invece non è. Ribadisco, è una cosa di poco conto, ma i livelli in questione sono molto numerosi e, alla lunga, essere “costretti” a questo esilio forzato dallo schermo della televisione potrebbe infastidire.

Insomma, a parte le piccole osservazioni di cui sopra, il gioco è più che consigliato. A meno che vi venga l’orticaria appena vi avvicinate ad un platform o abbiate un profondo odio atavico verso gli esseri antropomorfi non tassonomicamente identificati, non ci sono scuse che tengano: questo è un titolo che non può mancare nella vostra softeca. Se avete qualche titubanza di natura economica (troppi giochi in uscita da qui a dicembre) questo Rayman non può essere uno dei sacrificati. Se proprio dovete fare una scelta, lasciate perdere scimmie o idraulici, datemi retta: questo gioco vi regalerà sorprese fino ai titoli di coda… e forse pure oltre.

Dunque, ritenete le mie dichiarazioni di inizio recensione ancora esagerate?

9.4