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Opinioni Opinionabili: Riflettiamo sui VG #3 – Può il fallimento di Shadow of the Eternals essere un segnale positivo?

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Pubblicato il
25 Agosto 2013

Nemmeno il secondo Kickstarter ce l’ha fatta: anche questa volta i backers non sono stati abbastanza e la cifra raggiunta è meno della metà di quanto richiesto.

I motivi del fallimento possono essere molteplici: la fama di Dennis Dyack e dei suoi colleghi che li precede, toccando argomenti torbidi che non mi sento in vena di citare. Un atteggiamento negativo da parte della critica che sembra non aver sponsorizzato il gioco, aldilà di qualche sporadica news su siti famosi e non. La pessima scelta del momento storico e delle piattaforme di destinazione, con PS4 nemmeno uscita, Wii U che arranca e PC, un settore dove con 25 dollari puoi imbastire una buona collezione su Steam. Ci sono altri motivi ovviamente. Il motivo che però secondo me è più coerente con il risultato (non) raggiunto è che i nostalgici non hanno voluto cacciare i soldi necessari. Sì, lo so, sono troppo schietto, ma il gioco non avrebbe avuto il bollino Also Founded by Surgo nella cover.
E con questo non voglio tacciare di tirchieria i nostalgici, tutt’altro, per me, come da titolo, non si tratta a tutti i costi di un segnale negativo. Ma andiamo con ordine.

eternal darkness japanese cover
Già le confezioni giapponesi dei giochi GC erano più puccettose, questi hanno cover migliori anche per i giochi nati in occidente!

Eternal Darkness è uno di quei titoli che ricordi quando qualcuno ti chiede quali sono stati i titoli migliori del Gamecube. Si tratta di un horror di natura psicologica, tutt’oggi l’unico esempio famoso di derivazione Lovecraftiana su console. La storia si dipana attraverso le vicissitudini di una decina di personaggi di varie epoche storiche, la varietà quindi è ottima, la narrazione superba. Il gioco ha fatto scalpore per il sanity meter(invenzione superba), una barra che misura il vostro livello di sanità mentale e che a certi livelli critici causa delle allucinazioni, non solo al protagonista, ma anche al giocatore e in generale l’accoglienza da parte di pubblico e critica è stata eccellente. Non è difficile trovare topic con gente che ricorda di aver preso a colpi di pezza la tv per scacciare una mosca virtuale o di aver scagliato il pad contro il peluche preferito perché i comandi non rispondevano. Sostanzialmente bastano questi elementi coerenti al fascinosissimo setting a base di Grandi Antichi e magie arcane per renderlo un gioco notevole. Sì, perché a giocarlo adesso ci si rende conto che le critiche mosse all’epoca non sono ingiustificate. La grafica soffre molto del passaggio da N64(sul quale è iniziato lo sviluppo) al GC, alternando ottimi elementi poligonali a scarse texture e buone texture a personaggi dalla mole poligonale scarsa(mummie da mutilare in primis), la storia, anzi le storie per quanto ben raccontate e originali hanno la meglio sul gameplay rendendolo eccessivamente lineare, la difficoltà ha una progressione altilenante, il combat system è un altro anello debole sebbene ci sia una buona varietà di magie da combinare, e per poter vedere le allucinazioni di cui sopra bisognava letteralmente giocare male.

Tuttavia siamo davanti a uno di quei casi in cui si può sorvolare sui difetti, marginali o meno che siano, perché l’esperienza che Eternal Darkness aveva da offrire era stellare e irripetibile, nonché tutt’ora irripetuta.

Ammettilo te che scrivi, c'hai qualcosa contro me, c'hai sempre avuto da ridire
Ammettilo te che scrivi, c’hai qualcosa contro me, c’hai sempre avuto da ridire

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Onestamente ho sempre trovato strano che il seguito di questo gioco non sia uscito sul cubetto. Avete presente il detto “battere il ferro finché è caldo”?  Ottime recensioni e buone vendite nella maggior parte dei casi assicurano il sequel. Ma ED è stato concepito come un gioco stand-alone e ogni volta che Dennis Dyack ha parlato di un probabile seguito ha anche detto “spin-off”. In ogni caso gli appassionati sono ancora oggi tanti, ma non abbastanza evidentemente perché Kickstarter si è proposto come terreno fertile per tutti i nostalgici: Leisure Suit Larry, Wasteland, Carmageddon solo per nominarne qualcuno. Se Larry,un gioco che presenta caratteriche così anacronistiche ce l’ha fatta, perché un gioco ancora oggi attuale come ED no?

Aggiungerò Alexandra Roivas alla mia lista di conquiste. E siamo a tre!
Aggiungerò Alexandra Roivas alla mia lista di conquiste. E siamo a tre!

Forse su kickstarter ci sono meno “gonzi” di quanto non sembri. Sebbene kickstarter sembri uno store online è in realtà una piattaforma per finanziamenti. Quanti finanziamenti, fatti anche da pezzi grossi, abbiamo visto non valere la spesa? A volte, presi dalla parte ludica della ricerca sul sito di kickstarter, ci si dimentica che mettere soldi per qualcosa che deve essere realizzato è pur sempre un rischio, un rischio che bisogna pesare. I Silicon Knights non hanno di certo le migliori credenziali, la loro storia ventennale si riassume in una manciata di titoli in cui l’unica gemma imprescindibile è appunto Eternal Darkness. E i loro ultimi giochi, perdonando il termine poco professionale, sono delle ciofeche. Too Human è un titolo scialbo che fa venire la schiuma alla bocca a tutti quelli che lo hanno aspettato così a lungo(l’inizio dei lavori risale all’N64!), X-Men Destiny è un gioco di cui è meglio non parlare. Se proprio ne devi parlare almeno usa il sostantivo ciofeca prima di terminare ogni periodo relativo a esso. Come non affidare i propri soldi a questo(non si sa se) talentuoso team?

Mi sono sempre chiesto riguardo a Kickstarter: e se poi il gioco su cui metto i soldi nemmeno mi piace? Certo non sarebbe il primo caso di investimento mediocre nella mia vita per carità, ma forse ci resterei davvero male, ancora più del solito perché quello che Kickstarter in fondo ti chiede non è solo di finanziare, ma di credere nel progetto che vai a finanziare. Quindi in teoria è facile far abboccare i nostalgici, ma quando è il momento di mettere su i dindi forse è meglio usare un po’ di sale in zucca. La mia opinione è che ci sono sì tanti retrogamer pronti a interpretare i mecenati di turno, ma altresì che una parte di questi, una parte che fa la differenza anche, è consapevole che il fattore bullshit risk è alto e occorre essere avveduti. Tanta prudenza va solo a favore di noi utilizzatori finali. Il secondo fallimento dei Precursor Games è di monito per chi inizia un progetto su KickStarter con un nome dal nome di richiamo: il nome famoso da solo non garantisce il successo. Quindi se il nome non basta quello che deve convincere è il progetto nella totalità, ovvero puoi avere le idee migliori del mondo ma se non sai realizzarle nella giusta maniera è meglio rinunciare al Kickstarter e cercare “i gonzi con i bigliettoni” all’interno della solita cerchia di publisher.

E girando la prospettiva si può anche affermare che un progetto partito e realizzato con KickStarter ha buone probabilità di offrire un prodotto interessante solo per il fatto che, come ci dimostra lo storico di Dyack e soci su KS, la gente non butta i soldi su qualsiasi cosa o qualsiasi nome. Forse è il caso di dire che il progetto sequel di ED è sempre appetibile ed è Shadow of the Eternals a non avere mai convinto del tutto.
Per tali motivo questo secondo fallimento può essere un segnale positivo per noi giocatori e in fondo in fondo si impara di più dagli errori che dai successi.