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Console vendute sottocosto, ecco perché vi stanno mentendo – Speciale

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Pubblicato il
11 Giugno 2013

Sui forum videoludici di tutto il mondo, in tutte le lingue e a tutte le latitudini, ogni tot viene fuori la solita storiella che piace tanto ai PR delle case di produzione di console da gioco: “eh, perché la nostra console è venduta sottocosto, perché vogliamo aumentare l’installato. Vi stiamo dando un valore più alto di quello che pagate effettivamente”.

Puntualmente, alla lettura di argomentazioni più o meno valide in merito a questa pratica del “sottocosto”, mi si gonfia una vena che attraversa le tempie, in segno di fastidio e rabbia. I pubblicitari di una console sono soliti attuare questa campagna di “valorizzazione” del prodotto, attraverso questa pratica scorretta, come per convincere il suo potenziale compratore che l’hardware che compra, in realtà, vale più di quello che lo sta pagando. E proprio su questo principio, tanti, tantissimi utenti di forum di mezzomondo, si ammazzano di offese come se fossero ad una gara di righelli da bagno.

Utilizzerò dei toni pacati, e l’eleganza che da sempre mi contraddistingue, quando l’argomento è quello del “sottocosto”.
Il “sottocosto” è ‘na grandissima boiata. Fra le peggiori boiate che un pierre abbia mai inventato. Ma veniamo alle argomentazioni.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato sottocosto, a livello europeo, specifica, attraverso un regolamento, che nessun bene in europa può essere venduto al di sotto del suo prezzo di acquisto.
Commissioni Parlamentari, e organi di vigilanza antitrust hanno più volte ribadito che è impossibile in europa vendere un prodotto COSTANTEMENTE al di sotto del costo di acquisto del prodotto stesso. In italia la legge è ancora più severa. Alle grandi catene di distribuzione è vietata la vendita sottocosto per più di 10 giorni, e comunque previa autorizzazione. Recenti i casi Unieuro e Carrefour, di frode in merito a “presunti” sottocosto, o a difetti di comunicazione di queste campagne pubblicitarie.

In italia ci sono diverse sentenze della cassazione che condannano aziende in posizione dominante che praticano politiche di prezzo inferiori al costo di produzione del prodotto in vendita. (Cass. 26/1/2006 n.1636)

Il predatory pricing, cioè la pratica di vendere un prodotto ad un costo molto basso rispetto al suo costo di produzione, per mandare fuori mercato la concorrenza, e penetrare sul mercato in maniera sleale, è tutt’ora illegale in Australia, Canada e Stati Uniti d’america.

In europa è assolutamente vietato importare un prodotto che venga immesso con un costo per il “distributore” inferiore a quello di produzione, o inferiore al costo del proprio mercato interno. Questa pratica è nota come Dumping. E’ vietata in Europa, e in gran parte del mondo, e non solo per i prodotti elettronici. E’ una legislazione che risale al commercio del ferro, addirittura.

Poi i PR possono dire che Nintendo produce sottocosto, Sony idem, Microsoft idem. Non ci crede nessuno che il Blue Ray avesse costi di produzione fisica superiore agli 800€. Non confondiamo i costi di ricerca e sviluppo con quello che costa far produrre un lettore, uno schermo, quattro viti, una plastica, due gommini, etc ete.

Una console non può mai essere venduta ad un costo inferiore alla SOMMA del costo di Produzione della stessa. Per legge sulla concorrenza sleale, e per i regolamenti antitrust del nostro e di altri paesi nel mondo.
Tutto il resto sono solo chiacchiere da PR.